lunedì 4 agosto 2014

Quanto inquina una guerra? Dati impressionanti

F-15_Strike_Eagle

Quando si parla di conflitti spesso si considera, e a ragione, il numero delle vite umane che vengono sacrificate, ma dal punto di vista ambientale, quanto inquina una guerra?

Fare un calcolo preciso sull'impatto che una guerra ha, in termini di inquinamento, è praticamente impossibile, troppe sono le variabili in gioco: spostamenti di personale da una base ad un'altra, esercitazioni con mezzi militari distribuite nel tempo, consumi elettrici, idrici e per il riscaldamento delle strutture di supporto come centrali operative, basi radar eccetera. Inoltre, data la segretezza di alcune innovazioni tecniche nel campo della tecnologia bellica e dei nuovi strumenti di cui si dotano gli eserciti calcolare quanto inquina una guerra riferendosi ai conflitti in corso attualmente rende la cosa ancora più difficoltosa.
Ma prendendo come paragone un conflitto del medio periodo come la Guerra del Golfo una certa idea ce la possiamo fare ed i dati sono davvero impressionanti.
Stabiliamo innanzitutto dei parametri oggettivi per fare alcune comparazioni esplicative: dalla combustione di 1 litro di benzina si producono 2,38 grammi di Co2 (anidride carbonica) mentre per un litro di gasolio la percentuale di Co2 è di 2,65 grammi, facendo una media approssimativa prendiamo come unità di misura 2,5 grammi di anidride carbonica per ogni litro di carburante utilizzato (dati Quattroruote 15/01/2010)

Facciamo un po' di calcoli


Un aereo Falcon F16 o un caccia F-15 Strike Eagle consumano la bellezza di 16.200 litri di carburante per ogni ora di volo, un elicottero d'assalto Apache AH64 500 litri e un carro armato Abrams M11 percorre 1 chilometro con 4,5 litri (450 per 100 Km)
Considerando che durante la Guerra del Golfo il totale delle ore di volo dei caccia fu complessivamente di 6.900 otteniamo che solo dai consumi di questi velivoli sono stati prodotti 3.888.000 Kg di Co2 durante i 38 giorni dell'operazione Desert Storm.
Il resto dei calcoli sarebbe solo un puro esercizio matematico, ma se a questa cifra puramente indicativa aggiungiamo le emissioni prodotte dai mezzi dell'esercito irakeno, delle unità navali impegnate nel conflitto dei mezzi terrestri utilizzati per la logistica e per gli spostamenti, i roghi dei pozzi petroliferi incendiati dalle truppe di Saddam nonché i voli intercontinentali per il trasporto di uomini e mezzi vediamo che i costi dell'inquinamento di una guerra sono davvero impressionanti

Danni che perdurano nel tempo


In termini di inquinamento i danni non vanno considerati solo per la durata della guerra stessa: se calcoliamo che alla data del conflitto irakeno la produzione pro-capite di un italiano era di 9.800 Kg di Co2 all'anno per il consumo energetico se ne deduce che per ogni giorno di guerra si immette l'equivalente delle emissioni di 11.500 persone, una cittadina di discrete proporzioni.
Gli effetti di questo inquinamento bellico perdurano nel tempo: effetto serra, danni all'agricoltura, agli animali e agli esseri umani. Ci sarebbe da riflettere, ma soprattutto dovrebbero riflettere i vari governanti del pianeta


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